Mostre
Le mostre del Museo Diocesano portano a Milano grandi nomi e sguardi inaspettati.
Scopri cosa c’è in corso e cosa sta per arrivare.
Mostra terminata
Il presepe di carta di Francesco Londonio
Proveniente dalla villa Gernetto di Lesmo, in Brianza, il presepe è composto da circa sessanta figure sagomate, dipinte a tempera su carta e cartoncino con lumeggiature a biacca, ed è stato realizzato da Francesco Londonio (1723-1783), pittore lombardo che dedica interamente la sua attività alla pittura di genere, specializzandosi in tematiche bucoliche, con scene di vita contadina.
Mostra terminata
Raffaello. Annunciazione, Adorazione dei Magi, Presentazione al Tempio. La predella della Pala Oddi
La Predella della Pala Oddi, capolavoro giovanile di uno dei maggiori esponenti del Rinascimento italiano, proveniente dalle collezioni dei Musei Vaticani, è il Capolavoro per Milano 2022, iniziativa giunta alla sua 14^ edizione.
Mostra terminata
Livio Senigalliesi. Diario dal fronte
La retrospettiva ripercorre l’intera carriera di Livio Senigalliesi (Milano, 1956) fotoreporter tra i più apprezzati a livello internazionale che, in circa 30 anni di lavoro, ha raccontato 25 conflitti in tutto il mondo.
Mostra terminata
Elliott Erwitt. 100 fotografie
L’esposizione celebra uno dei più importanti fotografi del Novecento attraverso una selezione di 100 scatti in bianco e nero e a colori, da quelli ironici e surreali a quelli romantici, dai ritratti delle celebrità e dei bambini alle immagini dei viaggi e delle metropoli.
Mostra terminata
ICONS. Un murale partecipato per il Museo Diocesano
Il progetto ICONS Un murale partecipato per il Museo Diocesano, realizzato con il sostegno di Fondazione di Comunità Milano onlus, nasce dal desiderio di celebrare il museo nell’anno del suo Ventennale. Partendo dalle sue radici ambrosiane, il museo dialoga con l’oggi e si apre alla città.
Mostra terminata
La Passione. Arte italiana del ’900 dai Musei Vaticani. Da Manzù a Guttuso, da Casorati a Carrà
Una narrazione corale, che testimonia come l’arte italiana, dagli inizi del Novecento, fino agli anni Settanta del secolo scorso, abbia mantenuto costante l’interesse per il sacro e per la sfida di rinnovare e riattivare il suo senso nel presente.