Arco di Tito e Foro romano
Il dipinto, proveniente dalla Quadreria Arcivescovile e parte della collezione del cardinale Giuseppe Pozzobonelli (1696-1783), è uno dei quattro riferiti al grande paesaggista di origine piacentina dagli antichi inventari della collezione, insieme alla Gara musicale tra Apollo e Marsia, giudice Re Mida (inv. MD 2001.025.007), all’Apollo scortica Marsia in presenza di Re Mida (inv. MD 2001.025.016) e a Una Sibilla, la piramide di Caio Cestio e il Vaso Borghese (inv. MD 2001.025.008).
L’opera è esemplificativa della produzione di “capricci” caratteristici del pittore, in cui i monumenti, assemblati liberamente fra loro sono prevalenti rispetto alle figure, di dimensioni minori e rese con tratto disinvolto. In questo caso si riconoscono in primo piano l’Arco di Tito, le colonne del tempio dei Dioscuri, in secondo piano l’arco di Settimio Severo e il tempio della diva Faustina, mentre l’Aracoeli sul colle del Campidoglio chiude la scena sullo sfondo. L’ariosa composizione, la vivacità della gamma cromatica e l’eleganza del ductus pittorico inducono a datare l’opera entro il quinto decennio del Settecento, in corrispondenza del soggiorno romano del cardinale Pozzobonelli.
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Scheda tecnica
- Autore:
- Giovanni Paolo Panini (Piacenza 1691 - Roma 1765)
- Titolo:
- Arco di Tito e Foro romano
- Data:
- 1755-1765 ca
- Materia tecnica:
- olio su tela
- Dimensioni:
- 38,7 × 63,2 cm
- Inventario:
- MD 2001.025.021
- Ubicazione
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Ubicazione: Collezione Pozzobonelli, primo piano
La Collezione Pozzobonelli è costituita da un gruppo di opere, giunte al Museo Diocesano dalla Quadreria Arcivescovile, che riflettono il particolare orientamento collezionistico del cardinale Giuseppe Pozzobonelli (1696-1783). Il nucleo dei dipinti della sua collezione costituisce una delle maggiori espressioni della cultura dell’Arcadia diffusasi a Milano nel Settecento: le opere, perlopiù di piccole dimensioni, raffigurano tutte soggetti arcadici, paesaggi bucolici e marine, prospettive con figure. Sono riferibili ad artisti di ambito romano, veneto, lombardo, e, in misura minore, toscano, napoletano e fiammingo, attivi tra le fine del Seicento e gli anni Settanta del secolo successivo. Fra i pittori della collezione spiccano Francesco Zuccarelli, Vittorio Amedeo Cignaroli, il Cavalier Tempesta, Paolo Anesi e Giovanni Paolo Panini.





