Capsella di San Nazaro
Si tratta del prezioso contenitore che sarebbe stato impiegato da Ambrogio nel 386 per trasportare le reliquie degli apostoli da Roma a Milano per la consacrazione della basilica Apostolorum, la basilica paleocristiana dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore, da cui l’opera proviene: ritrovata nel 1578 da Carlo Borromeo sotto l’altare maggiore, poi nuovamente celata, la capsella è stata definitivamente rinvenuta nel 1894. La complessità nelle composizioni, il rilievo naturalistico di tradizione classica, completato da un sapiente uso della doratura, di cui restano tracce, e i confronti con altri argenti di alto valore artistico hanno permesso di datare l’opera alla metà del IV sec. d.C. La lettura iconografica dei soggetti raffigurati si presta a diverse interpretazioni. Su quasi tutti i lati viene ripetuto il medesimo schema compositivo, con una figura centrale seduta affiancata dagli altri personaggi in piedi, che richiama la raffigurazione dell’imperatore circondato dalla sua corte.
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Scheda tecnica
- Autore:
- Incisore della metà del IV secolo d.C.
- Titolo:
- Capsella di San Nazaro
- Data:
- 375 d.C. ca
- Materia tecnica:
- Argento sbalzato con dorature
- Dimensioni:
- 20,5 × 20,5 × 20,6 cm
- Inventario:
- MD 2004.115.001
- Ubicazione
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Ubicazione: Opere dalla Diocesi, Tesoro di San Nazaro, piano terra
Le preziose opere del “Tesoro di San Nazaro”, in deposito al Museo Diocesano dalla basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore, l’antica Basilica Apostolrum, voluta da Ambrogio nel IV secolo, sono custodite dal 2017 in una vetrina appositamente progettata dall’arch. Antonio Piva, realizzata dal Laboratorio Goppion.





