Cristo e l’adultera

Jacopo Robusti, detto il Tintoretto Cristo e l’adultera

Riferita alla fase giovanile di Tintoretto, l’opera è databile intorno al 1546-1547, nel momento in cui l’artista avvia i suoi studi verso la drammatizzazione narrativa dei soggetti, elemento tra i più caratteristici del suo linguaggio. Lievi incertezze nella prospettiva e in alcuni particolari esecutivi hanno fatto pensare anche all’intervento della bottega, benché altri tratti, come la forza del volto del personaggio barbuto dietro la cortigiana, rivelino la mano del grande pittore veneziano. I personaggi sono disposti nella composizione come su un palcoscenico che riprende soluzioni architettoniche di Sebastiano Serlio, reinterpretate in maniera più libera. L’opera proviene dalla Quadreria Arcivescovile e fa parte della collezione del cardinale Cesare Monti (1593-1650).

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Scheda tecnica

Autore:
Jacopo Robusti, detto il Tintoretto (Venezia 1519 - 1594)
Titolo:
Cristo e l’adultera
Data:
1546-1547
Materia tecnica:
olio su tela
Dimensioni:
164,5 × 283,5 cm
Inventario:
MD 2001.048.041
Ubicazione
Ubicazione: Collezione Monti, primo piano

La Collezione Monti è costituita da un nucleo di dipinti e disegni, provenienti dalla Quadreria Arcivescovile, che riflettono le scelte collezionistiche del cardinale Cesare Monti (1593-1650), perfettamente in linea con la cultura di San Carlo Borromeo e con lo spirito della Controriforma: l’arte, e in particolare la pittura, aveva lo scopo di stimolare la virtù e sollecitare la morigeratezza dei devoti. Le scelte del cardinale si orientano in particolare verso la scuola del Cinquecento veneto, i pittori del primo Seicento lombardo e la scuola dei leonardeschi e degli emiliani.

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