Crocifisso con la Maddalena genuflessa e piangente
Datato al 1827, il dipinto è stato commissionato dalla famiglia Isimbardi Casati, signori di Muggiò, per la parrocchiale del paese, sua ubicazione originaria; si tratta di una delle rare opere di destinazione pubblica e di soggetto religioso realizzate da Hayez, protagonista del romanticismo pittorico italiano. L’iconografia tradizionale della Crocifissione è qui interpretata in chiave tipicamente romantica, con una composizione attenta ed equilibrata. I due protagonisti sono immersi in un silenzio assoluto che accentua la forza evocativa del momento e l’intensità di un dolore universale, sublimato nella bellezza della forma. Non mancano echi caravaggeschi, in particolare nella figura della Maddalena, e a riferimenti al naturalismo di Tiziano, punto di riferimento imprescindibile per l’artista. Il dipinto è giunto al Museo Diocesano dalla Quadreria Arcivescovile.
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Scheda tecnica
- Autore:
- Francesco Hayez (Venezia 1791 - Milano 1882)
- Titolo:
- Crocifisso con la Maddalena genuflessa e piangente
- Data:
- 1827
- Materia tecnica:
- olio su tela
- Dimensioni:
- 220 × 103,7 cm
- Inventario:
- MD 2001.056.001
- Ubicazione
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Ubicazione: Opere della Diocesi, primo piano
L’asse portante della collezione del Museo è costituito dalle opere provenienti da numerose chiese del vasto territorio della Diocesi ambrosiana, un’area culturalmente e artisticamente molto ricca. L’apertura del Museo nel 2001 è stata preceduta da indagini e sopralluoghi nel territorio che hanno portato ad individuare in alcuni casi veri e propri tesori fino a quel momento non noti e ad avviare un’azione di recupero, restauro e valorizzazione del patrimonio artistico. Sono stati selezionati dipinti su tavola e su tela, sculture lignee e marmoree e oggetti di arredo liturgico, che non erano oggetto di devozione locale e che perlopiù presentavano problemi conservativi, e sono stati pertanto restaurati, o erano a rischio di furto. Le opere sono ordinate cronologicamente a partire dal piano terra e nel corridoio centrale al primo piano; alcune si trovano invece nell’Ipogeo. A questo nucleo, si affiancano altre opere che nel corso degli anni hanno incrementato la collezione permanente del Museo Diocesano tramite depositi, donazioni o lasciti testamentari.





