La via al Calvario
La tela, giunta al Museo nel 2017 per legato di Nella Bolchini Bompiani, è stata realizzata intorno al 1901-1904 da Gaetano Previati, pittore tra i massimi esponenti del divisionismo italiano. L’interpretazione di un tema sacro, quale la salita al Calvario, offre a Previati l’opportunità di indagare il dolore straziante della Vergine e farne simbolo della sofferenza corale di tutta l’umanità. Maria è posta al centro di un lungo corteo che sale sul monte Golgota: lento incedere della folla è reso con pennellate allungate, secondo la tecnica divisionista, che conferiscono alle figure un ritmo ondeggiante, sottolineando il movimento ascensionale dell’intera composizione. La tela è dominata da toni terrosi e da una luce calda che amplifica l’impatto emotivo.
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Scheda tecnica
- Autore:
- Gaetano Previati (Ferrara 1852 – Lavagna, GE, 1920)
- Titolo:
- La via al Calvario
- Data:
- 1901-1904
- Materia tecnica:
- olio su tela
- Dimensioni:
- 80 × 150 cm
- Inventario:
- MD 2017.189.001
- Ubicazione
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Ubicazione: Opere della Diocesi, primo piano
L’asse portante della collezione del Museo è costituito dalle opere provenienti da numerose chiese del vasto territorio della Diocesi ambrosiana, un’area culturalmente e artisticamente molto ricca. L’apertura del Museo nel 2001 è stata preceduta da indagini e sopralluoghi nel territorio che hanno portato ad individuare in alcuni casi veri e propri tesori fino a quel momento non noti e ad avviare un’azione di recupero, restauro e valorizzazione del patrimonio artistico. Sono stati selezionati dipinti su tavola e su tela, sculture lignee e marmoree e oggetti di arredo liturgico, che non erano oggetto di devozione locale e che perlopiù presentavano problemi conservativi, e sono stati pertanto restaurati, o erano a rischio di furto. Le opere sono ordinate cronologicamente a partire dal piano terra e nel corridoio centrale al primo piano; alcune si trovano invece nell’Ipogeo. A questo nucleo, si affiancano altre opere che nel corso degli anni hanno incrementato la collezione permanente del Museo Diocesano tramite depositi, donazioni o lasciti testamentari.





