Madonna dell’Umiltà incoronata da due angeli

Gherardo di Jacopo Neri, detto Starnina Madonna dell’Umiltà incoronata da due angeli

Destinata ad ornare il pilastro di una chiesa o l’altare di una piccola cappella gentilizia, la tavola rappresenta la Madonna dell’Umiltà, con la Vergine seduta a terra, su un prezioso cuscino, mentre viene incoronata da due angeli in volo. Questa rara variante iconografica nota come Regina humilitatis ebbe una limitata diffusione e trova in Simone Martini il più illustre precedente. L’opera, databile intorno alla metà del primo decennio del XV secolo, si caratterizza per la grande ricchezza del repertorio decorativo, per il cromatismo brillante, l’eleganza della linea e il tono intimo e colloquiale dato dal tenero gesto del Bambino, che afferra il velo della madre e si succhia il dito. L’opera fa parte della Collezione Alberto Crespi, donata al Museo nel 2000.

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Scheda tecnica

Autore:
Gherardo di Jacopo Neri, detto Starnina (Firenze, documentato dal 1387 - morto nel 1413)
Titolo:
Madonna dell’Umiltà incoronata da due angeli
Data:
1405 ca.
Materia tecnica:
Tempera su tavola
Dimensioni:
117,2 × 62,9 × 8,5 cm (con cornice); 79 × 52 cm (superficie dipinta)
Inventario:
MD 2000.018.020
Ubicazione
Ubicazione: Collezione Fondi oro Alberto Crespi, primo piano

La collezione Fondi oro proviene dalla raccolta di Alberto Crespi (1923-2022), illustre giurista milanese e raffinato collezionista. Donata al Museo Diocesano nel 2000, ancora prima della sua inaugurazione del 2001, la raccolta riflette lo spirito colto del collezionismo lombardo, da sempre attento non solo alla produzione artistica locale, ma anche ad altre esperienze: le 41 tavole, eseguite tra Trecento e fine Quattrocento per lo più in ambito toscano, fiorentino in particolare e umbro, ma anche veneziano e in un solo caso lombardo, mettono in luce i momenti fondamentali dello sviluppo della pittura italiana. Si tratta talvolta di opere di piccole dimensioni destinate alla devozione privata, mentre altre conservano la cornice originale, oppure, nella maggior parte dei casi, sono elementi superstiti di importanti polittici destinati a altari di chiese o cappelle private. La sala, per esplicita volontà del donatore, è stata allestita dall’architetto Giovanni Quadrio Curzio.

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