Cristo crocifisso
Il dipinto, proveniente dalla chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a Gerenzano (VA), è dominato dalla straordinaria forza plastica della figura di Cristo che emerge dal fondo scuro di uno scenario cupo, solamente abbozzato quasi a monocromo. Sullo sfondo appaiono un incendio e una città, forse Roma; mentre al suolo, sulla destra, è raffigurato l’agnello mistico con il vessillo della Resurrezione, simbolo eucaristico.
Databile attorno al 1630, il dipinto presenta i tratti caratteristici dell’ultima fase della produzione di Tanzio da Varallo, segnata dagli orrori della peste del 1630 e dal recupero dei toni drammatici del caravaggismo nei violenti contrasti di luce e ombra, nella scarna essenzialità della composizione, nella scelta di toni freddi e cupi.
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Scheda tecnica
- Autore:
- Antonio d’Errico, detto Tanzio da Varallo (Alagna Valsesia (VC) 1575 ca – Varallo (VC) 1633)
- Titolo:
- Cristo crocifisso
- Data:
- 1630 ca
- Materia tecnica:
- olio su tela
- Dimensioni:
- 174,5 × 115,5 cm
- Inventario:
- MD 2009.135.001
- Ubicazione
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Ubicazione: Opere della Diocesi, primo piano
L’asse portante della collezione del Museo è costituito dalle opere provenienti da numerose chiese del vasto territorio della Diocesi ambrosiana, un’area culturalmente e artisticamente molto ricca. L’apertura del Museo nel 2001 è stata preceduta da indagini e sopralluoghi nel territorio che hanno portato ad individuare in alcuni casi veri e propri tesori fino a quel momento non noti e ad avviare un’azione di recupero, restauro e valorizzazione del patrimonio artistico. Sono stati selezionati dipinti su tavola e su tela, sculture lignee e marmoree e oggetti di arredo liturgico, che non erano oggetto di devozione locale e che perlopiù presentavano problemi conservativi, e sono stati pertanto restaurati, o erano a rischio di furto. Le opere sono ordinate cronologicamente a partire dal piano terra e nel corridoio centrale al primo piano; alcune si trovano invece nell’Ipogeo. A questo nucleo, si affiancano altre opere che nel corso degli anni hanno incrementato la collezione permanente del Museo Diocesano tramite depositi, donazioni o lasciti testamentari.





