Croce reliquiario
Databile alla prima metà del XIII secolo, la croce proviene da un’area compresa fra gli antichi Paesi Bassi e la Francia settentrionale, ed era destinata a conservare le reliquie della Vera Croce. Un’iscrizione la riconduce alla città di Utrecht, suggerendo interessanti ipotesi sulla committenza: una placchetta sul fronte reca un’iscrizione che allude a un’frater magister’ di una ‘domus’ di Utrecht che farebbe pensare ad una committenza legata a un ordine cavalleresco e con ogni probabilità anche l’edificio misterioso sul medaglione è da leggere in rapporto all’iscrizione.
La tipologia è quella di una crux gemina, cioè una croce con doppia traversa, forma di origine bizantina comunemente usata per contenere le reliquie della Vera Croce; le terminazioni in forma di giglio erano soprattutto diffuse nella Francia settentrionale e centrale e nell’area tra la Mosa e la Sambre. La presenza della spina indica che in origine c’era la possibilità di inserire la croce su un’asta o in una base: l’opera aveva quindi probabilmente una tripla funzione: reliquiario della Vera Croce, croce astile e croce d’altare non stazionaria. Sulle terminazioni delle braccia e del montante si trovano dei medaglioni con i simboli degli Evangelisti e la mano di Dio. Le parti rimanenti della croce contengono smalti decorativi, elementi di filigrana e cristalli di rocca.; il resto presenta una decorazione aniconica con elementi di smalto azzurro-turchese cloisonné. L’opera appartiene al Lascito Schubert, un piccolo gruppo di opere lasciate in eredità al Museo dalla famiglia Schubert nel 2014.
Audio
Scheda tecnica
- Autore:
- Bottega dell'Europa Nord-Occidentale (?), prima metà del XIII secolo (?)
- Titolo:
- Croce reliquiario
- Data:
- 1200-1250 ca.
- Materia tecnica:
- Rame argentato, filigrana, smalto champlevé, smalto cloisonné, niello (?), cristalli di rocca
- Dimensioni:
- 63, 8 × 45 × 4,5 cm
- Inventario:
- MD 2014.178.004
- Ubicazione
-
Ubicazione: Collezione Schubert, primo piano
La Collezione Schubert è composta da un piccolo gruppo di opere lasciate in eredità al Museo nel 2014 dalla famiglia Schubert, per anni fondamentale punto di riferimento nel mondo dell’antiquariato nazionale e internazionale. Le preziose opere provengono in particolare dalla collezione di Gualtiero Schubert (1915-1990): è stata la moglie, Letizia Castelli Schubert (1921-2013), che condivideva con il marito la passione per le arti figurative, a destinarle al Museo Diocesano.





