Il furto sacrilego
Capolavoro del pittore genovese ma attivo anche a Milano, l’opera rappresenta il tentativo di furto sacrilego avvenuto nel 1731 nella chiesa di Santa Maria Assunta di Campomorto, a Siziano (PV), da cui proviene originariamente. L’impostazione scenografica trasforma un dipinto riferito ad un fatto di cronaca in una scena di grande potenza e suggestione, che riunisce due momenti narrativi successivi: sulla sinistra i ladri messi in fuga dai morti improvvisamente tornati in vita e, in alto a destra, l’impiccagione dei colpevoli, come indicato dalla figura della Vergine, titolare e protettrice della chiesa. La portata visionaria del dipinto è data dalle figure allungate e guizzanti dei personaggi, magistralmente risolti con tratti veloci di pennello e lumeggiature di biacca. L’opera è giunta al Museo Diocesano dalla Quadreria Arcivescovile.
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Scheda tecnica
- Autore:
- Alessandro Magnasco (Genova 1667-1749)
- Titolo:
- Il furto sacrilego
- Data:
- 1731
- Materia tecnica:
- olio su tela
- Dimensioni:
- 177 × 236,5 cm
- Inventario:
- MD 2001.060.001
- Ubicazione
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Ubicazione: Opere della Diocesi, primo piano
L’asse portante della collezione del Museo è costituito dalle opere provenienti da numerose chiese del vasto territorio della Diocesi ambrosiana, un’area culturalmente e artisticamente molto ricca. L’apertura del Museo nel 2001 è stata preceduta da indagini e sopralluoghi nel territorio che hanno portato ad individuare in alcuni casi veri e propri tesori fino a quel momento non noti e ad avviare un’azione di recupero, restauro e valorizzazione del patrimonio artistico. Sono stati selezionati dipinti su tavola e su tela, sculture lignee e marmoree e oggetti di arredo liturgico, che non erano oggetto di devozione locale e che perlopiù presentavano problemi conservativi, e sono stati pertanto restaurati, o erano a rischio di furto. Le opere sono ordinate cronologicamente a partire dal piano terra e nel corridoio centrale al primo piano; alcune si trovano invece nell’Ipogeo. A questo nucleo, si affiancano altre opere che nel corso degli anni hanno incrementato la collezione permanente del Museo Diocesano tramite depositi, donazioni o lasciti testamentari.





